Cronaca

Un calcio ai pregiudizi

Pochi giorni fa, un altro passo indietro è stato compiuto nella concezione ideologica di una parte maschile nei confronti di quella femminile : la giovane Aurora Leone, personaggio di spettacolo che desiderava partecipare alla partita nella Nazionale Cantanti

Al momento della riunione organizzativa, si sente fulminata dal messaggio rivoltole dal direttore generale della squadra, Gianluca Pecchini, poiché dichiara di andarsene in quanto donna e non abbia la possibilità di presenziare per una potenziale partecipazione del gioco.

Indignata, la 22enne, appella l’intera nazione con l’utilizzo dei social network, in casi come questi, di un’utilità e potenze ineccepibili. Aurora ha ricevuto molto sostegno, da utenti di ogni età e formazione, facendo il vergognare il direttore, che ha dato le dimissioni pur sostenendo di non essersi mai comportato in quel modo.

Una mentalità arcaica affida il calcio a tipologie di gioco maschile, ma è noto quante siano le formazioni in rosa sparse nel mondo. Ovviamente, il presidente nega ogni singola parola, anzi è in attesa di poter parlare direttamente con la ragazza. In quarant’anni, la Partita del Cuore, un nome non a caso, si pone l’ obiettivo di includere qualunque giocatore e, indubbiamente, le discriminazioni non  fanno parte del programma.

Un’altra nota dolente  è alla fine del loro discussione, quando, siccome le misure della divisa erano già state prese, il direttore, quasi ironeggiando, la invita a partecipare, ma restando in tribuna.

Se ci affidiamo a queste brevi righe, la pelle si accappona.

La Federazione Italiana Calcio femminile ironizza sulla domanda circa da quanto tempo le donne giochino a calcio e, con un invito ufficiale alla partita finale tra Milan e Roma, e noi umani con un minimo di cervello razionale ci avviciniamo alla messaggio del Venezia calcio:”Il tuo posto è in campo, Misoginia e Mastelli vadano in tribuna!”

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