Alla scoperta delle meraviglie d' Italia

Escursione a confine della Provincia: fiera e museo etnografico a Casalnoceto

L’ Odv è un’ organizzazione di volontariato, che offre la disponibilità nell’ organizzazione di iniziative, che coinvolgono più comparti. Il nostro quotidiano conosce e offre voce anche ad altri luoghi, come al “MUSEO ETNOGRAFICO “LA MEMORIA DEL PASSATO”,  che ha scoperto quanta storia e nozioni, non solo dell’area Val Curone, quanto della regione Piemonte e dell’ intero Paese.

Domenica 24 marzo, in occasione de “ L’Antica Fiera dei Pôm a Möj”, le cui origini risalgono al XIX secolo, una delle volontarie, Silvana, offre una spiegazione sia sul museo, sia quanto impegno venga offerto sia su quante altre aperture potrebbero riscuotere un maggior interesse, con l’auspicio di contributi economici offerti sia dal pubblico sia, se possibile, da enti, come la Regione.

Un cenno a questo vocabolo dialettale, che viene gelosamente preservato e citato sul sito di Slow Food: le pôm a möj, “mele in ammollo”, sono un prodotto derivante dal tradizionale metodo usato per conservare le mele raccolte.

Gli agricoltori di Casalnoceto, in Val Curone, per evitare che le mele deteriorassero hanno inventato il metodo della messa a moj: le mele sane e prive di difetti vengono selezionate, lavate e, infine, aggiunte in una damigiana, circa tre mesi, riempita con una miscela composta da: un terzo di vino rosso, un terzo di aceto casereccio di vino rosso e un terzo di acqua. In questo secolo,  la miscela è aromatizzata da un vino Moscato rosso.

Giornata soleggiata, che ha invitato bambini, adulti e la generazione che serba molti ricordi di questo appuntamento, a partecipare all’animazione e alle passeggiate, a piedi e a cavallo, lungo le vie di questo paese.

Da quasi quarant’anni, il Museo è, come spesso accade, conosciuto maggiormente da abitanti anche di altre province che dalle persone che lo possono raggiungere a pochi metri. E’, forse, nell’indola umana: osserviamo a grandi distanze e sembra che ci sia noto quello che ci circonda. Il Museo, situato nelle cantine dell’edificio scolastico, nel 1907, è stato inaugurato con la“Mostra dei Pizzi e Ricami”, organizzata da Gradina Gulminetti e Giuseppina Gerolo, nel 1981, e viene adibito a museo nel 1986.

Nel secondo anno, in cui l’artista locale, Noemi Ferrari, che sta riscuotendo notevoli feedback, da quando ha deciso di “far parlare” la sua anima, variopinta come, spesso, la incontriamo. Colori sgargianti, anche quando, con pennellate più timide, dipinge sentimenti di solitudine. Le sue tele han offerto prospettive nuove al museo permanente: la “copia” del quadro Les Parapluies, del celebre pittore francese, Pierre-Auguste Renoir, è così simile, da aver dubbi su quale sia l’autentico. No, l’allarme della National Gallery non ha suonato!

In quarant’anni, oggetti d’epoca e abiti prestigiosi, tra cui spicca l’abito da sposa di Marietta, sorella del pittore Pellizza da Volpedo, e quello indossato dalla moglie del primo violino della Scala, per il ricevimento dello Zar di Russia, sono stati selezionati e posizionati, con criteri anche didattici.

Nella parte ovest della galleria, sono esposti centinaia di oggetti che rimandano ai mestieri nel secolo scorso: la stufa del sarto per riscaldare nello stesso tempo più ferri da stiro, il primo arriccia capelli a brace, l’asciuga capelli e le arricciature elettriche, il banco dell’orefice con gli stampi per anelli, l’ambulatorio del medico condotto, con l’insegna originale degli anni Cinquanta, la struttura Liberty del bagno, oggetti per la lavorazione della canapa, le stuoie e il tagliafoglie, per l’allevamento del baco da seta e attrezzi per la filatura.

Il corridoio è costituito da otto ambienti tematici: le contadinerie, la cucina, l’asilo, la scuola, la camera da letto, il laboratorio del falegname e del maniscalco, la scuola di musica, il salone.

Una giovanissima studentessa osservava le pagelle, “cartacee”: sì, nel secolo scorso, non esisteva il registro elettronico. Nostalgia da alcune insegnanti che hanno commentato.

Questo abito da sposa è di un brand famoso, made in Voghera, città in cui è nato il suo autore e in cui egli possiede un teatro con il suo stesso nome! Un suggerimento: il cognome è Garavani!

Noemi ha da poco pubblicato il primo catalogo dei suoi dipinti!

Lavagna interattiva multimediale?

Molto meglio, scusino gli allergici, il gessetto e lo sfondo, come in questa, quadrettato, o liscio, e qualche furbacchione che commentava le nozioni dei professori. Un alunno della scuola primaria di questi anni, forse, nemmeno cosa sia il fatidico “cancellino”: uno strumento che, pulire la lavagna come uso principale, poteva essere una minaccia, imbrattando i temuti “grembiuli neri”: a inizio Novecento, erano semplici e ben poco fanciulleschi!

 

I fiori sgargianti di Noemi

 

Una delle eleganti automobili, design di inizio Novecento.

 

Informazioni e prenotazioni: +39 327 465 6661

 

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