Attualità

Il vescovo “nella forza della fede, rinasce la speranza”

Messaggio di monsignor Corrado Sanguineti alla Chiesa di Pavia in occasione della Santa Pasqua

monsignor Corrado Sanguineti vescovo di Pavia

In occasione della Santa Pasqua, il vescovo di Pavia, monsignor  Corrado Sanguineti ha inviato una lettera alla  Chiesa di Pavia . Ecco il testo completo del messaggio alla Diocesi

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,
Vi raggiungo con questo breve messaggio, alle porte della Settimana Santa: domenica 28 marzo, con la celebrazione delle Palme, ha inizio la settimana più importante per noi cristiani, che culmina con i giorni del Triduo Pasquale. Rivivremo nella bellezza della liturgia l’ultima cena di Gesù, con il dono dell’Eucaristia, la sua passione e morte in croce, atto di supremo amore, il silenzio del Sabato Santo, e infine la gioia della Risurrezione, nella veglia della sera e nella domenica di Pasqua.
Siamo ancora in un momento difficile, a causa dell’epidemia che ci accompagna da più di un anno, e dovremo vivere le feste pasquali in condizioni che limitano la vita delle nostre famiglie: anche se intravediamo la prospettiva di uscire nei prossimi mesi dall’emergenza, è possibile avvertire stanchezza e logoramento, ed essere tentati di chiuderci nel nostro piccolo orizzonte, dimenticando chi soffre, chi è malato, chi è in gravi difficoltà economiche, allontanando lo sguardo da situazioni gravi di violenza, di guerra, di miseria che prostrano interi popoli, spesso invisibili ai nostri occhi.
Vorrei in questo momento farmi vicino a chi sente di più la prova e la fatica di questo tempo: il mio primo pensiero va ai malati, negli ospedali e nelle case, a chi si prende cura di loro, ai nostri operatori sanitari, ai tanti volontari. Che il Signore faccia sentire a ciascuno la sua vicinanza e che presto, procedendo le vaccinazioni, si riducano i contagi e chi è in cura, possa ricevere la visita di qualche familiare, vero balsamo per ogni cuore.
Penso poi agli anziani, talvolta soli nelle loro case, oppure ospiti nelle residenze socio-assistenziali o in altre strutture di cura e di accoglienza. Da troppo tempo sono isolati, per evitare il contagio, eppure hanno bisogno di tornare a incontrare i propri cari, con le dovute precauzioni. Mi auguro che nelle prossime settimane il proseguimento della vaccinazione dei nostri anziani vada avanti celermente e presto possano ricevere la visita e rivedere il volto di qualche familiare.
Penso infine alle famiglie: non poche di esse affrontano varie difficoltà, e da alcune settimane purtroppo i bambini, i ragazzi, i giovani devono seguire da remoto le lezioni, a scuola e in università; perfino i più piccoli della scuola materna sono confinati in casa. Ci sono situazioni in cui si fatica a far seguire la didattica a distanza, e si creano disparità tra gli studenti, mentre sono evidenti segni di disagio tra bambini e adolescenti, con ricadute anche gravi sotto il profilo sociale, psicologico e spirituale. Prego e spero che presto ci siano le condizioni per riprendere le attività didattiche in presenza e che si attivi un impegno di tutti per la crescita e la formazione delle giovani generazioni, iniziando dai più piccoli.
In questi giorni, tuttavia, abbiamo l’occasione e la grazia di ritornare alla sorgente autentica della nostra speranza, celebrando gli eventi della Pasqua di Gesù, nei giorni della Settimana Santa: proprio nella forza della fede, rinasce, può rinascere la speranza di un popolo, la speranza di un bene più forte di ogni male, di una vita più potente di ogni morte.
Questo è il dono di Cristo per noi, per questo tempo!
«Non lasciamoci rubare la speranza!» (Papa Francesco), non lasciamoci privare del dono di questi giorni, non lasciamoci rinchiudere e seppellire nelle nostre case: anche se gli spostamenti e le uscite sono limitati dalle disposizioni in vigore, per tutelare la salute di tutti, possiamo uscire per partecipare alle celebrazioni della Settimana Santa e per vivere la gioia della Pasqua.
Vi invito, carissimi fratelli e sorelle, a essere presenti nelle vostre parrocchie alla liturgia della domenica delle Palme, con la benedizione dei rami di palma e di ulivo, e del Triduo Pasquale: l’anno scorso fu una Pasqua senza popolo, senza fedeli nei riti della Settimana Santa, quest’anno ritorniamo a vivere il dono di questi giorni santi, accostiamoci ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia, rinnoviamo il nostro incontro con Cristo crocifisso e risorto.
Viviamo gesti semplici di carità, di condivisione, di attenzione a chi rischia di essere ancora più dimenticato e lasciato indietro nel tempo della festa.
Così potremo insieme rialzarci dal senso di tristezza e d’impotenza che talvolta abita nei nostri cuori, riscoprendo che Gesù il Vivente è con noi come ragione e respiro della nostra speranza. Con Lui, potremo attraversare questo tempo e costruire una società dal volto più umano, facendo tesoro dell’ammonimento sapiente della Scrittura: «Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori» (Sal 126,1).

Questo è il mio augurio di una santa e buona Pasqua per tutti voi e per le vostre famiglie

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